Cima Tre Portoni: guida completa alla scoperta di una vetta unica nel Parco Nazionale della Maiella
Cima Tre Portoni, situata a 2.673 metri di altitudine. è una delle mete più affascinanti, panoramiche e caratteristiche dell’intero Parco Nazionale della Maiella. Situata lungo la dorsale che collega alcune delle cime più alte e imponenti del massiccio, questa vetta rappresenta un punto di osservazione privilegiato sull’altopiano della Maielletta e sull’ambiente d’alta quota, ricco di atmosfere rarefatte, quiete assoluta e paesaggi che sembrano sospesi nel tempo. Raggiungerla significa immergersi in uno dei luoghi più autentici dell’Appennino abruzzese, dove la natura domina incontrastata e dove ogni passo racconta una storia di vento, pietra e silenzio.
Il nome “Tre Portoni” deriva dalla presenza di tre evidenti varchi naturali che si aprono lungo la grande cresta sommitale. Queste aperture naturali, rendono la cima immediatamente riconoscibile e affascinante, conferendole un carattere quasi mistico e un’identità paesaggistica distintiva. Da qui è possibile godere di una vista che si estende dal Mare Adriatico fino alle vette più elevate della Maiella, con orizzonti vasti che cambiano colore e intensità a seconda della luce del giorno.
Cima Tre Portoni è una meta ideale per escursionisti esperti e amanti dei grandi spazi aperti: i suoi sentieri conducono attraverso ambienti suggestivi, altipiani e dorsali luminose che raccontano l’essenza stessa della “Montagna Madre”. Per questo è considerata una delle esperienze escursionistiche più complete della regione, perfetta per chi cerca un trekking emozionante ma allo stesso tempo profondamente rigenerante.
Cima Tre Portoni: una vetta simbolica della montagna madre
Cima Tre Portoni raggiunge un’altitudine che sfiora i 2400 metri, inserendosi in una zona dove l’ambiente naturale cambia rapidamente, passando dalle praterie d’alta quota ai paesaggi rocciosi tipici della Maiella. La dorsale su cui si sviluppa la cima è ampia, luminosa e aperta, che dona alla zona un carattere severo ma affascinante.
Questa cima è spesso raggiunta come parte di itinerari più lunghi che collegano diverse vette del massiccio, ma merita ampiamente una visita dedicata grazie alla sua bellezza e alla varietà dei suoi panorami. Uno degli aspetti più suggestivi è l’apparente “isolamento” della cima: da qui si percepisce una sensazione totale di libertà, con l’immensità del paesaggio che domina ogni direzione.
La lunga esposizione alle condizioni climatiche estreme ha contribuito a creare un ambiente che, pur essendo ostile, ospita una biodiversità sorprendente, tipica delle alte quote appenniniche. Camminare lungo questa dorsale significa attraversare un ecosistema fragile e prezioso, che richiede rispetto, consapevolezza e un approccio responsabile da parte dell’escursionista.
La Maiella e il suo valore naturalistico: il Geoparco UNESCO dal 2021

Per comprendere appieno la bellezza di Cima Tre Portoni è necessario conoscere la montagna da cui nasce: la Maiella, una delle aree montuose più antiche e imponenti degli Appennini. Conosciuta come la Montagna Madre, la Maiella rappresenta un autentico scrigno naturalistico, storico e geologico che nel 2021 è stato riconosciuto ufficialmente come Geoparco Mondiale UNESCO.
Questo prestigioso titolo certifica la straordinarietà del patrimonio geologico del massiccio, frutto di milioni di anni di evoluzione naturale. Il massiccio è caratterizzato da profonde gole, altipiani d’alta quota, doline, inghiottitoi, estesi campi carsici e un numero eccezionale di geositi: veri e propri monumenti naturali che raccontano la storia della Terra. La Maiella, con le sue forme modellate è un laboratorio geologico unico e rappresenta una delle zone più interessanti d’Europa per lo studio dei processi morfologici.
Il riconoscimento UNESCO non riguarda solo la geologia, ma anche la straordinaria biodiversità del parco: oltre 2000 specie vegetali, centinaia di animali selvatici e una vasta serie di ambienti che spaziano dai boschi di faggio alle praterie d’alta quota fino ai deserti rocciosi che circondano le cime principali.
Dal punto di vista storico e culturale, la Maiella è un luogo profondamente simbolico: lungo le sue valli e pareti rocciose si trovano eremi, santuari rupestri e antichi sentieri percorsi nei secoli da pastori, pellegrini ed eremiti. È una montagna che invita alla contemplazione e alla connessione con il paesaggio, e Cima Tre Portoni ne rappresenta una delle espressioni più pure.
La fauna intorno a Cima Tre Portoni: il regno del camoscio appenninico
Le pendici di Cima Tre Portoni sono abitate da una delle specie più iconiche e affascinanti dell’Appennino: il camoscio appenninico, un animale elegante, agile e perfettamente adattato agli ambienti rupestri dell’alta montagna. Questa specie, presente solo in alcune zone dell’Appennino centrale, rappresenta un simbolo del Parco Nazionale della Maiella ed è considerata una delle più belle e preziose d’Europa.
Il camoscio vive in piccoli gruppi familiari e si sposta con agilità su pareti rocciose e creste apparentemente inaccessibili. Le zone intorno a Cima Tre Portoni, grazie alla presenza di costoni e valloni, offrono un habitat ideale per il suo sostentamento.
Come comportarsi in caso di incontro con il camoscio
Incontrare un camoscio lungo il sentiero è un’emozione straordinaria, ma richiede attenzione e rispetto. È essenziale mantenere sempre una distanza di sicurezza, evitando di avvicinarsi intenzionalmente. Il camoscio è un animale selvatico e sensibile ai comportamenti bruschi, perciò bisogna muoversi con calma e parlare a voce bassa, in modo da non trasmettere segnali di pericolo.
Non si deve mai tentare di inseguire o disturbare gli esemplari, soprattutto se si tratta di femmine con piccoli, che sono particolarmente vulnerabili. È vietato, oltre che dannoso, offrire cibo o tentare un contatto diretto: il camoscio deve mantenere il suo rapporto naturale con l’ambiente.
L’osservazione deve avvenire sempre in modo discreto: l’uso di binocoli o teleobiettivi permette di ammirare questi splendidi animali senza interferire con la loro vita quotidiana.
Nel Parco della Maiella la tutela del camoscio è una priorità assoluta, e mantenere un comportamento rispettoso contribuisce alla conservazione di una specie rara e fondamentale per l’equilibrio dell’ecosistema montano.
Preparazione al trekking verso Cima Tre Portoni: tutto ciò che devi sapere
Affrontare il trekking verso Cima Tre Portoni significa immergersi in un ambiente d’alta quota che richiede rispetto, prudenza e un’adeguata preparazione e un approccio consapevole.
Studiare il percorso prima della partenza
Prima di intraprendere il cammino è fondamentale conoscere bene il percorso che si intende seguire. Analizzare l’itinerario in anticipo permette di valutare tempi di percorrenza, dislivello e condizioni del terreno. Molti sentieri della Maiella attraversano zone prive di acqua, quindi è essenziale programmare la propria scorta in base alla lunghezza dell’escursione.
Una mappa cartacea del Parco o una traccia GPS affidabile sono strumenti indispensabili, così come la conoscenza delle vie di accesso e delle eventuali alternative in caso di maltempo. La Maiella, soprattutto in alta quota, può diventare rapidamente insidiosa in caso di nebbia: essere preparati a un cambio improvviso del percorso è parte integrante della sicurezza.
Il periodo migliore per salire a Cima Tre Portoni
La stagione ideale per raggiungere la cima va da giugno a settembre, quando i sentieri sono generalmente privi di neve e le condizioni climatiche, pur mutevoli, sono più stabili. Anche l’autunno offre giornate limpide e panorami straordinari, ma l’accorciarsi delle ore di luce richiede una pianificazione accurata.
In inverno e in primavera, invece, la zona può essere ricoperta da neve dura e ghiaccio: per affrontarla sono necessarie competenze tecniche specifiche e attrezzature alpinistiche.
L’equipaggiamento ideale
Una buona escursione inizia dall’equipaggiamento. Per Cima Tre Portoni si consiglia di indossare scarponi da trekking alti e ben scolpiti, fondamentali per affrontare i tratti rocciosi. I bastoncini da trekking sono utilissimi sia in salita che in discesa, soprattutto lungo le dorsali e tratti più ripidi. Un abbigliamento adeguato, ed eventuali cambi nello zaino.
La scorta d’acqua non deve mai essere inferiore ai due litri per persona, specialmente nelle giornate estive. Anche snack energetici, frutta secca e alimenti leggeri aiutano a mantenere il livello di energia costante.
Preparazione fisica
Il trekking verso Cima Tre Portoni richiede un livello di allenamento adeguato, soprattutto per affrontare il dislivello e la lunghezza media degli itinerari. Un’escursione ben affrontata permette di godersi appieno l’esperienza, riducendo la fatica e aumentando la sicurezza.
Come raggiungere Cima Tre Portoni

Per raggiungere Cima Tre Portoni esistono diversi itinerari, ognuno dei quali permette di scoprire un volto differente della Maiella e di immergersi negli ambienti più affascinanti del Parco. Tra le varie possibilità, presentiamo tre itinerari tra i più suggestivi e conosciuti, ognuno con caratteristiche proprie e in grado di offrire panorami e sensazioni differenti.
Il sentiero del Parco
Il primo percorso parte dalla località Maielletta (CH) e segue l’itinerario del sentiero P, uno dei più frequentati per raggiungere la dorsale che conduce a Cima Tre Portoni. L’ambiente, luminoso e panoramico fin dai primi passi, permette di entrare subito in sintonia con la dimensione aerea della Maiella. Procedendo lungo il sentiero P si raggiunge progressivamente la grande dorsale che porta verso la cima, attraversando tratti rocciosi e pendii costanti. È uno degli itinerari più diretti, ma anche uno di quelli che maggiormente richiedono resistenza fisica e orientamento, soprattutto in caso di nebbia.
Da Fara San Martino: un sentiero tra le valli
Il secondo itinerario è molto più lungo e impegnativo, ed è consigliato a escursionisti esperti e ben allenati. Parte dal Fara San Martino (CH), precisamente dalle celebri Gole di Fara San Martino, uno degli ingressi naturali più spettacolari del Parco. Da qui si imbocca il sentiero H1, che sale con decisione attraversando ambienti selvaggi e valloni. L’ascesa è costante e richiede attenzione fin dalle prime fasi. Più avanti si effettua una deviazione sul sentiero H9, che si innesta poi sul tracciato del sentiero P, conducendo infine verso la dorsale che porta a Cima Tre Portoni. Questo percorso permette di vivere un’esperienza straordinaria: si parte da uno dei luoghi più simbolici della Maiella, si attraversano valloni nascosti e ambienti solitari, e si raggiunge la zona più elevata della montagna attraversando scenari mutevoli e affascinanti. Pur essendo un itinerario di rara bellezza, richiede resistenza, capacità di gestione dello sforzo e una buona familiarità con i terreni d’alta montagna.
La Rava del Ferro
Il terzo itinerario è il sentiero della Rava del Ferro, contrassegnato dalla sigla B5, e prende avvio da Sant’Eufemia a Maiella (PE). La Rava del Ferro è uno dei canaloni più imponenti e suggestivi della Maiella, un ambiente severo e grandioso dove la natura si esprime con forza e dove l’escursionista può percepire tutta la componente selvaggia della montagna madre. Il sentiero B5 sale con pendenze importanti, si tratta di un itinerario tecnico, più avanti si prosegue sul sentiero P per raggiungere la Cima Tre Portoni.
Prudenza, rispetto e molta preparazione
Questi tre percorsi rappresentano solo alcune delle possibilità offerte dalla Maiella, ma hanno in comune la necessità di affrontarli con prudenza, rispetto e molta preparazione. La montagna, infatti, è servita da una rete di sentieri ben strutturata ma impegnativa, che richiede attenzione, esperienza e una buona preparazione fisica. I percorsi che proponiamo non sono adatti a escursionisti alle prime armi: si sviluppano in ambiente d’alta quota, su terreni rocciosi, esposti, elementi che rendono indispensabile una pianificazione accurata e un equipaggiamento adeguato.
Da Cima Tre Portoni al Monte Amaro
Da Cima Tre Portoni è possibile proseguire l’escursione verso un’altra vetta iconica della Maiella: il Monte Amaro, la cima più alta dell’intero massiccio. Il collegamento avviene seguendo semplicemente la prosecuzione del sentiero P. Questo tratto, pur essendo più impegnativo per la lunghezza e l’esposizione, consente di vivere un’esperienza escursionistica completa, attraversando panorami sempre più spettacolari, creste rocciose e altipiani d’alta quota. Proseguendo lungo la dorsale, il paesaggio si apre su valloni, ghiaioni e spazi immensi.
La continuità del sentiero P rende la vetta del Monte Amaro accessibile senza necessità di deviazioni complesse, permettendo così di combinare due delle esperienze più affascinanti della Maiella in un’unica escursione. Raggiungere Monte Amaro da Cima Tre Portoni significa completare un itinerario memorabile, che unisce difficoltà moderata, panorami mozzafiato e la possibilità di toccare con mano l’essenza della “Montagna Madre”.
L’Importanza di una Guida Esperta
Esplorare il Parco Nazionale della Maiella è un’esperienza straordinaria, ma lo è ancora di più se lo fai accompagnato da una guida esperta.
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Beatrice Gizzo 20/11/2025