Rifugio Martellese: guida completa al rifugio nel cuore della Maiella
Il Rifugio Martellese, situato a 2.035 metri di altitudine, è uno dei punti di riferimento più conosciuti per gli escursionisti che frequentano la Maiella, una delle montagne più affascinanti dell’Appennino centrale. Situato in un contesto naturale incontaminato, pianori d’alta quota e cime panoramiche, questo rifugio rappresenta una meta ideale per chi ama camminare nella natura e cerca un riparo sicuro durante le proprie avventure.
La sua caratteristica più apprezzata è che è sempre aperto e non necessita di prenotazioni, diventando così una presenza preziosa per amanti e appassionati della montagna.
Il rifugio si presenta come un unico locale, dove all’interno si trova un camino che non sempre è dotato di legna, un tavolo, e pochi posti letto.
La Maiella: montagna madre dell’Abruzzo

Ci troviamo nel Parco Nazionale della Maiella in uno dei contesti naturali più affascinanti e ricchi di significato dell’intero Appennino centrale. Questo massiccio, conosciuto da secoli come la Montagna Madre, racchiude un patrimonio geologico, naturalistico e culturale di valore inestimabile, tanto da essere riconosciuto nel 2021 come Geoparco UNESCO, un titolo che ne certifica l’unicità e l’importanza a livello internazionale.
La Maiella è un luogo in cui la storia della Terra è leggibile direttamente nelle sue rocce, modellate da processi antichissimi, e dove la natura si manifesta in forme selvagge e potenti. Le sue valli profonde, le creste calcaree, gli altipiani sospesi e i valloni raccontano milioni di anni di evoluzione geologica, offrendo agli escursionisti la possibilità di camminare letteralmente attraverso il tempo. Questo territorio, che alterna ambienti d’alta quota a zone più dolci e prative, ospita una biodiversità straordinaria, con specie animali e vegetali che hanno trovato qui l’habitat ideale per prosperare.
Muoversi sui suoi sentieri significa non solo godere di panorami imponenti, ma anche entrare in contatto con un ecosistema fragile e prezioso, protetto e custodito proprio grazie al riconoscimento UNESCO. Camminare sulla Maiella è un’esperienza che unisce conoscenza, avventura e rispetto, un invito a scoprire un luogo in cui la natura domina incontrastata e in cui ogni passo racconta una storia millenaria.
Un paradiso per escursionisti e appassionati di outdoor
La Maiella è una meta ideale per gli escursionisti e gli appassionati di outdoor, grazie ai suoi sentieri ben segnalati, alla presenza di numerosi rifugi e alla varietà dei paesaggi che offre. Le sue montagne sono perfette per percorrere lunghi trekking di più giorni, ma anche per escursioni giornaliere che permettono di scoprire angoli nascosti e panorami mozzafiato.
La Maiella è anche un paradiso per gli amanti dell’osservazione della fauna e della fotografia naturalistica, dove ogni angolo racconta una storia di biodiversità e bellezza.
In questo contesto naturale ricco e vasto si inserisce il Rifugio Martellese, che rappresenta uno dei punti di riferimento più importanti per chi percorre i sentieri della Maiella. Questo rifugio è un luogo di sosta fondamentale per chi vive la montagna e desidera esplorare appieno la maestosità di questa terra selvaggia e incontaminata.
Cos’è un rifugio e a cosa serve
Per comprendere appieno il valore del Rifugio Martellese è importante chiarire cos’è un rifugio di montagna e perché rappresenta un elemento fondamentale per l’escursionismo.
Il rifugio come riparo e punto di sicurezza
Un rifugio è una struttura generalmente isolata e situata in alta quota, concepita per offrire riparo a escursionisti.
I rifugi non sono destinati a un soggiorno turistico tradizionale, ma svolgono la funzione di punti di appoggio lungo i sentieri, che si rivelano particolarmente utili in caso di maltempo, stanchezza o necessità di orientamento. La loro utilità risiede soprattutto nel fatto che forniscono un luogo sicuro dove ripararsi, recuperare energie e, se necessario, attendere condizioni migliori per proseguire il viaggio.
I rifugi possono essere di vario tipo, a seconda dei servizi offerti. Esistono rifugi gestiti, che sono dotati di personale e di servizi completi per gli ospiti, come ristorazione e pernottamento.
Esistono anche rifugi non gestiti, che pur essendo aperti e fruibili da chiunque, sono privi di custode e offrono solo i servizi essenziali, come un tetto e un’area per dormire.
Infine, ci sono i bivacchi, strutture ancora più essenziali e minimaliste, che solitamente sono sempre aperte e vengono utilizzate principalmente in caso di emergenza o come supporto per percorsi più impegnativi.
Il Rifugio Martellese rientra nella categoria dei rifugi non gestiti. Questo rifugio, sempre aperto, è accessibile senza la necessità di prenotazione e fornisce l’essenziale per chi cerca riparo. Pur essendo privo di custode, il Martellese si configura come un punto di sosta ideale per escursioni di più giorni, per percorrere anelli o per salire verso le cime circostanti. Rappresenta un rifugio sicuro e una base perfetta per l’escursionista che desidera esplorare in tutta tranquillità la montagna.
Perché i rifugi sono fondamentali in montagna
I rifugi svolgono un ruolo fondamentale, assumendo una serie di funzioni che vanno ben oltre il semplice riparo. Prima di tutto, garantiscono sicurezza. In montagna, dove le condizioni meteorologiche possono cambiare improvvisamente e dove la stanchezza può compromettere le forze, un rifugio rappresenta un rifugio sicuro contro il maltempo, il calo delle temperature o l’affaticamento eccessivo.
Inoltre, rappresentano punti di appoggio cruciali lungo i percorsi più lunghi, che attraversano distanze considerevoli. In questi casi, il rifugio diventa un’opportunità per spezzare il viaggio, ricaricare le energie e proseguire l’itinerario con maggiore tranquillità.
Non solo funzionali, ma anche presidi culturali, i rifugi custodiscono la storia e la memoria della montagna. Ogni rifugio, infatti, è parte integrante del paesaggio e racconta storie di tradizioni, fatica, comunità di montagna e vecchi mestieri. Infine, i rifugi contribuiscono anche alla sostenibilità del turismo, promuovendo un approccio lento e rispettoso dell’ambiente, che valorizza il rapporto diretto con la natura e il paesaggio.
Il Rifugio Martellese incarna perfettamente questa filosofia: semplice ed essenziale, ma sempre disponibile per chi ne ha bisogno. La sua posizione in mezzo alla natura selvaggia della Maiella lo rende un vero e proprio amico per chi affronta le montagne abruzzesi, offrendo una base sicura e un luogo dove ristorarsi.
Un rifugio che, pur senza lussi, è il compagno ideale per chi vive la montagna con spirito di avventura e rispetto per la natura.
Il Rifugio Martellese sulla Maiella
Il Rifugio Martellese si trova in una posizione strategica all’interno del massiccio della Maiella. Immerso nella natura, permette di raggiungere facilmente diverse cime, aree panoramiche e itinerari che attraversano creste e valloni. La sua struttura semplice ma funzionale lo rende ideale come tappa o come punto di appoggio per escursioni anche lunghe e impegnative.
Caratteristiche del rifugio
Il Rifugio Martellese si distingue per la sua semplicità e accessibilità, ed è sempre aperto, pronto a offrire rifugio a chiunque ne abbia bisogno, in qualsiasi momento dell’anno. Non è necessario alcun tipo di prenotazione né l’uso di chiavi per accedervi, rendendolo un luogo ideale per escursionisti che amano l’improvvisazione e la libertà di esplorare senza vincoli. All’interno, il rifugio è dotato di tutto il necessario per trascorrere la notte in sicurezza: un tetto che protegge dai rigori del clima, letti o spazi dove poter riposare e recuperare le energie per il giorno successivo.
Nonostante la sua essenzialità, il Rifugio Martellese è protetto e stabile anche in condizioni climatiche avverse, rendendolo un punto di riferimento sicuro anche quando il tempo si fa più severo. La sua posizione, immersa nel verde e circondata dalla natura incontaminata, offre anche una vista panoramica mozzafiato, che permette di immergersi completamente nel paesaggio montano circostante.
Con un luogo dove ripararsi, protezione dal vento e uno spazio dove riposarsi, il Rifugio Martellese rappresenta un rifugio sicuro e fondamentale per chi si avventura in trekking di più giorni, per chi percorre gli anelli escursionistici della Maiella, o per chi desidera semplicemente vivere la montagna in modo autentico.
Come arrivare al Rifugio Martellese

Il Rifugio Martellese è raggiungibile attraverso due sentieri che partono entrambi dallo stesso punto nel comune di Palombaro (CH), offrendo così due alternative per gli escursionisti in cerca di una diversa esperienza di cammino.
Il primo percorso, il sentiero G4, è un itinerario che attraversa anche il Monte d’Ugni, un rilievo che domina la zona prima di giungere al rifugio. Questo sentiero, che si snoda tra panorami mozzafiato e paesaggi di alta quota, è caratterizzato da tratti più esposti e offre uno sguardo unico sulla vasta distesa montuosa, ma richiede una buona preparazione fisica, soprattutto nelle zone più ripide che precedono l’arrivo al rifugio.
Il secondo percorso, il sentiero G5, è completamente diverso: si sviluppa all’interno di una valle selvaggia e più protetta, lontano dalle creste rocciose, ma non per questo meno affascinante. Questo sentiero permette di immergersi completamente nella natura, camminando lungo un percorso che, pur essendo meno esposto, presenta comunque tratti che possono risultare difficili.
Entrambi i sentieri, pur con le loro differenze, offrono un’esperienza unica e coinvolgente, portando gli escursionisti alla scoperta della Maestà della Maiella da angolazioni diverse. La possibilità di scegliere tra il sentiero G4 e G5 consente a chiunque di adattare l’escursione alle proprie capacità, senza rinunciare alla bellezza e alla sfida che la montagna sa offrire.
Il Rifugio Martellese come punto tappa per itinerari di più giorni
Grazie alla sua posizione strategica, il Rifugio Martellese è perfetto per far parte di itinerari più lunghi e articolati. La Maiella è un massiccio che si presta particolarmente bene a traversate, anelli escursionistici e percorsi di trekking che collegano diversi rifugi, offrendo così innumerevoli opportunità per gli escursionisti che desiderano esplorare la montagna in profondità. Le sue vette, i suoi valloni e i panorami mozzafiato sono ideali per chi cerca avventure che richiedono più giorni di cammino, con la possibilità di salire verso alcune delle cime più note e panoramiche del massiccio.
In questo contesto, il Rifugio Martellese si presenta come un punto di appoggio fondamentale. Può essere utilizzato come sosta per spezzare un lungo percorso, un rifugio intermedio tra due valloni, o una base per un’escursione più impegnativa verso le cime circostanti. Inoltre, è una struttura perfetta per pernottare prima o dopo una salita importante, offrendo un rifugio sicuro e protetto dove recuperare forze per affrontare l’itinerario successivo.
Questa grande flessibilità lo rende molto apprezzato non solo dagli escursionisti esperti che percorrono itinerari complessi, ma anche da chi si avvicina per la prima volta a trekking di più giorni sulla Maiella.
Raggiungere la Cima delle Murelle dal Rifugio Martellese

Dal Rifugio Martellese, seguendo il sentiero G4, gli escursionisti hanno la possibilità di intraprendere un’affascinante escursione verso una delle vette più imponenti della Maiella: la Cima delle Murelle, che con i suoi 2.596 metri sul livello del mare è una delle cime più elevate del massiccio. La vetta domina il versante settentrionale-orientale della montagna, offrendo panorami spettacolari sulla vasta distesa di valli e montagne circostanti. Il nome della cima, che deriva dal diminutivo dialettale di “morra” (che significa “cresta rocciosa”), si riferisce alla parte occidentale del monte, decisamente più aspra e severa rispetto al lato opposto. Questa conformazione, insieme alla sua maestosità, conferisce alla Cima delle Murelle un aspetto austero, simbolo della potenza selvaggia della Maiella, la “Montagna Madre”, che è un vero e proprio scrigno di biodiversità, con una flora e fauna incredibilmente ricche e varie.
La Cima delle Murelle è stata scalata per la prima volta nel 1937 dall’alpinista Ciro Manzini, segnando l’inizio delle esplorazioni di questa parte del massiccio.
Per affrontare il sentiero, è necessaria una buona preparazione fisica e tecnica, poiché alcuni tratti possono risultare particolarmente ripidi ed esposti, richiedendo attenzione e esperienza per garantire una salita sicura.
La fauna che ci circonda: camosci e rispetto della natura

Uno degli aspetti più affascinanti della zona è la presenza dei camosci appenninici, che durante l’estate popolano e creste rocciose della zona. È frequente osservare branchi composti da adulti e cuccioli, intenti a cercare cibo e muoversi con sicurezza tra le rocce. Questi animali rappresentano una delle principali attrazioni naturalistiche della Maiella, ma è essenziale osservare alcune regole di comportamento: avvicinarsi troppo o cercare di interagire può spaventare i camosci, mettendo a rischio sia gli animali sia gli escursionisti.
In caso di incontro con i camosci, la regola fondamentale è osservarli da lontano, senza disturbare i loro movimenti naturali. Se il branco mostra segni di allarme o cerca di allontanarsi, è importante lasciarlo in pace, evitando qualsiasi gesto che possa essere percepito come minaccioso. Questo comportamento non solo tutela la fauna locale, ma permette anche di vivere un’esperienza autentica, rispettosa della natura e dell’ecosistema della Maiella.
Consigli utili per chi vuole raggiungere il Rifugio Martellese
Pur essendo aperto e accessibile, il Rifugio Martellese richiede comunque un minimo di preparazione per garantirsi una sosta sicura e confortevole. Essendo un rifugio non gestito, è fondamentale portare con sé tutto il necessario per l’escursione, come sacco a pelo, cibo e acqua, abbigliamento adeguato per affrontare i cambiamenti climatici, lampada frontale, kit di pronto soccorso e, preferibilmente, una cartina o GPS per orientarsi. Inoltre, essendo un rifugio sempre aperto e fruibile da tutti, è importante rispettare la struttura e la natura circostante, mantenendo l’ambiente pulito e lasciando tutto in ordine, così da preservarlo per gli altri escursionisti. Infine, è essenziale pianificare l’escursione in base alle previsioni meteo, poiché le condizioni in montagna possono cambiare improvvisamente, e consultare sempre le condizioni prima di partire, valutando con attenzione l’itinerario da percorrere.
L’Importanza di una Guida Esperta
Esplorare il Parco Nazionale della Maiella è un’esperienza straordinaria, ma lo è ancora di più se lo fai accompagnato da una guida esperta.
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Le nostre guide sono esperte naturaliste, escursionisti qualificati e grandi conoscitori della cultura abruzzese. Ti condurranno in sicurezza lungo i sentieri più affascinanti, raccontandoti storie e curiosità che solo chi ha vissuto questa terra può conoscere. Che tu sia un escursionista alle prime armi o un esperto amante della montagna, troverai il percorso che fa per te.

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Conclusione
Il Rifugio Martellese è molto più di un semplice riparo in montagna: è un simbolo dell’escursionismo autentico, un punto sicuro per chi vive la Maiella con passione e rispetto.
Sempre aperto, essenziale, immerso nella natura, permette di vivere un’esperienza genuina, lontana dai ritmi urbani e dalle comodità moderne.
La Maiella, con la sua imponenza e il suo fascino antico, rappresenta uno dei luoghi più preziosi dell’Abruzzo. Il Rifugio Martellese ne è parte integrante: un compagno silenzioso che accoglie, protegge e guida gli escursionisti lungo sentieri antichi e panorami spettacolari.
Se stai pianificando un’escursione sulla Maiella, il Martellese è un luogo che merita di essere conosciuto, vissuto e rispettato. Un rifugio sempre aperto, un punto di riferimento affidabile e un angolo di montagna che racconta la bellezza selvaggia di questo massiccio straordinario.
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Beatrice Gizzo 11/12/2025